mercoledì, 07 maggio 2008

-ma dici che ce ne sarà qualcuno su Studenti e sul blog?...mmmmh...comunque proviamo :-)

girlscreaming2SONO UNA STUDENTESSA CHE FREQUENTA IL TRIENNIO DI "SCIENZE DEL COMPORTAMENTO E DELLE RELAZIONI SOCIALI"
E...
MI TROVO MALISSIMO...
SONO QUI DA 2 ANNI IN PIù DEL PREVISTO PERCHè SONO FUORI CORSO A CAUSA DI TUTTI I PROBLEMI CHE AFFLIGGONO L'UNIVERSITARIO MODERNO(AFFITTI STRATOSFERICI, PRECARIATO,PROBLEMI FAMILIARI....E....DICIAMOLO PURE...UNA DIDATTICA DEL CAZZO.).
E'ODIOSO PER ME CONTINUARE A FINANZIARE UN'ISTITUZIONE CHE ODIO, MA ORMAI MI MANCANO 8 ESAMI E MI TOCCA...POI MOLLERò TUTTO...ADDIO SPECIALISTICA ADDIO PROFESSORONI...ANDRò A GUADAGNARMI IL PANE FULL TIME (DATO CHE ORA FACCIO IL PART-TIME)...
SE SIETE STUDENTI DELLA MIA FACOLTà NON HO BISOGNO DI ELENCARVI TUTTO QUELLO CHE NON VA.
LO SAPPIAMO BENE.
E SIAMO TUTTI CAPACI A LAMENTARCI.
IO CERCO QUALCUNO CHE PROVI A FARE QUALCOSA DI PROPOSITIVO, MAGARI AL DI FUORI DELLE ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE
MAGARI AL DI FUORI DEI PARTITI...

CERCO QUALCUNO CHE SMUOVA UN PO' LE ACQUE E CHE COMINCI A LAMENTARSI NON NEI CORRIDOI MA NEGLI UFFICI MA NON DA SOLO...
VORREI RADUNARE GENTE PER ANDAR A ROMPERE I COGLIONI A CHI CI HA RIDOTTI COSì.
LO SO CHE NON CAMBIERà NIENTE MA ALMENO GLI AVREMMO ROTTO I COGLIONI E CI SAREMMO SFOGATI.COI SOLDI CHE PAGHIAMO è UNA TERAPIA CHE CI POSSIAMO PERMETTERE. :)
CERCO QUALCUNO INSOMMA CHE ABBIA VOGLIA DI ROMPERE I COGLIONI E CHE NON ABBIA PAURA DI VENIR GIUDICATO MALE DAI PROFESSORI.(TANTO CI GIUDICANO GIà MALE A PRESCINDERE, DOPO IL MIO PART TIME DI 150 ORE IN SEGRETERIA VE LO POSSO CONFERMARE)
CERCO QUALCUNO CHE PORTI UN PO'DI VITA A TUTTE QUELLE MUMMIE CHE GIRANO PER LA FACOLTà...SI PERCHè STIAMO DIVENTANDO TUTTI DELLE MUMMIE, OGNIUNO CHIUSO NEI SUOI ESAMI E NEI SUOI PROGETTI DISILLUSI, OGNIUNO PREOCCUPATO SOLO DI Sè STESSO.
VORREI QUALCUNO CHE USCISSE DA QUESTO CIRCOLO INFERNALE E CHE PROVASSE A CAMBIRE...O MEGLIO SMUOVERE LE COSE.
VORREI TROVARE QUALCUNO CHE SIA DISPOSTO AD AGGIRARE LE IPOCRISIE CHE CI FANNO CREDERE E CHE CREDA ANCORA CHE NOI ABBIAMO IL DIRITTO DI STUDIARE E DI OTTENERE UN SERVIZIO ADEGUATO.
PERCHè RICORDATEVI CHE
SIAMO NOI CHE LI PAGHIAMO.

Firmato: Alessandra (piacere!) :)

venerdì, 04 aprile 2008

mind02

IMPARARE A FOTTERE LA MENTE ALL’UNIVERSITA’

 


Lunedì 7 Aprile alle ore 15.00

Aula Gerin
 
presso l'Istituto di Medicina Legale dell’Università "La Sapienza"
di Roma (via Regina Elena, quasi angolo piazzale San Lorenzo)


 
Lorenzo Ait, ospite del Prof. Paolo De Nardis, terrà una lezione sul Mindfucking e le tecniche di manipolazione mentale


 
 
Stefano Re, Lorenzo Ait,
Mindfucking II

 

Dopo il successo di Mindfucking,  preparatevi alla seconda lezione: la nostra società è strutturata apposta per mandarvi il cervello in pappa, prendersi il vostro spirito critico e farci lo zucchero filato, ottenere la vostra resa incondizionata. Se siete d’accordo godetevi lo spettacolo della vostra narcosi. Ma forse non siete d’accordo. Ecco perché Mindfucking 2 vi introdurrà nella pratica del Mindfucking difensivo e offensivo, con tanto di esercizi per evitare di farsi fottere e – se proprio necessario – contrattaccare in ogni situazione, dal lavoro alle relazioni sociali, dalla comunicazione alle relazioni intime.
 

 
Lorenzo Ait
, (Roma, 1980). Formatore atipico e trainer sui generis. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con Maurizio Costanzo e Mario Morcellini con una tesi dal titolo Mediafucking: come fottere i media; formatosi in teatro-terapia, ha studiato il metodo Stanivslasky/Strasberg; da laureando svolgeva indagini "sotto copertura" con l'antropologa Cecilia Gatto Trocchi, infiltrandosi in sette esoteriche e gruppi di pensiero per studiare da (molto!) vicino, i meccanismi di plagio, controllo mentale, coercizione e manipolazione
 

Stefano Re (Milano, 1970) acquisisce una professionalità in Criminologia Applicata tramite anni di studio e lavoro sul campo, occupandosi nello specifico di omicidi sessuali e seriali, analisi della scena del crimine, previsione del comportamento, criminogenesi, analisi criminologica dinamica dei centri urbani, gestione della crisi e modalità specifiche di intervento preventivo e repressivo.





Ufficio Stampa Castelvecchi
Alex Pietrogiacomi

347 8057496
06 8412007
giovedì, 30 agosto 2007

scheletro che studiaProprio non vorremmo tornare su quest'argomento, sopratutto in questo modo, ma non sapevamo se ridere o piangere quando ci avete postato un articolo (tratto dal web) in cui presidi e docenti si difendono, si indignano e ribattono al caro libri, leggete gli estratti: senza fondo, senza ritegno, senza vergogna...

(...e noi senza soldi...)

I Presidi degli Istituti superiori (...) difendono l’operato dei propri docenti, ritenuti in parte responsabili per il «caro libri» e replicano: «La qualità costa di più».

"i dirigenti scolastici si dichiarano senza macchia (...) I tetti della delibera erano consigliati, non un obbligo».

Alla proposta dell’assessore Salvaterra, alcuni presidi rispondono: «No al comodato d’uso esteso ai cinque anni».

"Mette le mani avanti il vicepreside Giorgio Waller del «Galilei» che sostiene: «Non superiamo il tetto della delibera provinciale (309 euro) del 50%». Ma subito dopo ammette: «Tre classi terze su nove lo superano del 20%."

Il risparmio va a discapito della qualità, meglio spendere dieci euro in più ed avere un buon libro di testo».

«Abbiamo inteso la delibera provinciale come un consiglio, non come un obbligo. E’ ovvio che in quarta ginnasio si può stare sotto quella soglia, nel primo anno di liceo è molto difficile» afferma il preside del classico. Molti libri della lista sono consigliati, non c’è quindi obbligo di acquisto.

«Il vocabolario, l’atlante o la divina commedia gli studenti non sono tenuti a comprarli, certo che però li devono avere».

Sempre più studenti al liceo classico, inoltre, scelgono di rinunciare al comodato d’uso e acquistare i libri di testo, perché «si devono sottolineare le parole chiave, fissare le idee con la matita sul libro, se però questi sono in prestito non si può fare» continua di Siclì. Gli studenti del classico, quindi, per studiare «meglio» rinunciano ad un loro diritto e il preside li capisce. «Preferirebbero avere dalla provincia i soldi per comprare i libri, non averli in prestito».

Il preside del liceo scientifico, Alberto Tomasi, «A maggio abbiamo spedito all’assessore Salvaterra un documento nel quale sollevavamo seri dubbi sul comodato d’uso. - incalza il dirigente scolastico.E’ inutile che insegniamo ai ragazzi ad essere autonomi nello studio e ad usare gli strumenti se poi glielo impediamo. Non possono evidenziarli o sottolineare, inoltre è un costo gestire 3500 libri in comodato uso». Il preside poi ritorna sul caro libri e conclude:

...ED INFINE L'AUTOGOL:

«I docenti, quando scelgono un volume, lo fanno secondo le proprio esigenze didattiche, non in relazione al prezzo».

MA è PROPRIO QUESTO IL PROBLEMA: CHE I DOCENTI SE NE FREGANO DEL TETTO DI SPESA!!!

THE MILLION DOLLAR STAFF

giovedì, 30 agosto 2007

SantoroForse qualcuno di voi si ricorderà del caso scoppiato a maggio, quando una studentessa ebbe il coraggio di denunciare le molestie subite da un personaggio ai vertici della sua Facoltà...Bene! Lei si chiama Amelia Fornarelli, ha avuto il coraggio di parlare ed è finita (oltre che su vari giornali...) anche dal buon Santoro. Di seguito vi riproponiamo la lettera originale che scrisse alla Gazzetta del Mezzogiorno e che lei stessa ci ha spedito per continuare la sua protesta insieme a noi. In più troverete il link per vedere la puntata di Anno Zero di cui fu protagonista. GRAZIE AMELIA!!!

 THE GIRL STAFF

 

"Offro il mio titolo di Dottore di Ricerca a chi volesse cedermi un posto nella casa del Grande Fratello o un padre “barone”. Mi chiedo per quale motivo si continui a dire che in Italia ci sono pochi laureati in confronto al resto dei paesi europei. Sara’ certamente vero, ma e’ altresi’ vero che in questo Paese la laurea non serve. Mi sono laureata con un promettente 110/110 e lode; dopo ho seguito un corso alla L.U.I.S.S. per tentare la via della carriera diplomatica; non contenta, ho preso un Dottorato di Ricerca alla “Sapienza” di Roma; conosco tre lingue straniere ma sono ancora disoccupata. Nel nostro paese la cultura non serve e non paga, e’ molto meglio essere figli di papa’, ma purtroppo fa parte delle cose che non si possono ne’ apprendere, ne’ acquistare. Se sei nato nella famiglia giusta puoi anche permetterti di essere un idiota integrale, tanto non ti verra’ mai chiesto di provare a qualcuno quanto vali, la posizione del tuo papy comprera’ anche la tua brillante-opaca carriera. Io ho dovuto marciare, e ne sono anche fiera, ma alla fine -essendo donna, bella, e senza un padre “barone” a spalleggiarmi – per poter andare avanti ho dovuto subire, e ovviamente respingere, tante proposte indecenti. Mi e’ stata chiesta come contropartita l’unica cosa per la quale non avevo dovuto impegnarmi, e per la quale invece i geni di mio padre sono risultati vincenti: il mio corpo. Ho inseguito strade certamente non facili, ma ero riuscita ad emergere, e credevo fortemente che con l’impegno si potessero vincere le sfide. Da ragazzi, lo sappiamo, si e’ idealisti e con quella forza si pensa di poter lottare contro tutti. Io ho anche trovato chi mi ha illusa, chi mi ha detto di continuare a percorrere quelle strade che in realta’ sono chiuse ai piu’, ed accessibili solo a chi appartiene a determinate caste. Ora sono furiosa con loro, non perche’ non mi hanno permesso di attraversare quella porta, ma perche’ si inventano dei concorsi pubblici laddove, invece, insieme al numero dei posti messi a concorso ci sono anche il nome ed il cognome di quelli che devono vincere; perche’ si permette a noi comuni mortali di proseguire negli studi che ci serviranno solo ad aprire i “nostri” orizzonti per vedere quanto marcio e’ questo Paese. Dopo aver abbandonato i sogni di una carriera nei settori per i quali ho studiato, ho cominciato a vagare per siti internet dedicati alla ricerca di un impiego e per agenzie del lavoro. Il risultato e’ che ho scoperto di essere andata troppo avanti negli studi, che sono troppo “qualificata” e sul mercato del lavoro non esistono richieste dove il mio “profilo”  possa essere spendibile.  Inoltre, compiuti i trent’anni, per le nostre amate leggi, sei fuori da qualsiasi possibilita’ di inserimento occupazionale. Adesso, se potessi tornare indietro, se qualcuno mi fornisse una bacchetta magica, visto che cio’che piu’ interessa i nostri illustri Dott., Prof., Avv., ecc. sono il mio visino angelico ed il mio corpo, beh, farei la velina! Alla faccia di tutti quegli ipocriti perbenisti che sentendomi parlare storcono il naso. O c’e’ qualcuno tra chi mi legge che ha un estroso suggerimento da darmi? Sono aperta al contraddittorio e piu’ che disponibile a mettermi alla prova.  Amelia Fornarelli"
mercoledì, 22 agosto 2007

libro neroDiciamoci la verità: alcuni dei testi universitari sono caldamente consigliati solo per arricchire il professore che li ha scritti il cui unico mercato contempla gli studenti costretti a comprarli...dove sono finiti i tempi di "Apocalittici e integrati"?

 Ecco cosa ci ha scritto (suggerendoci il post e seguendo i consigli per le new entry) un nuovo (grazioso) membro del blog, VioLeTeLy:

Leggendo il blog la prima cosa che mi è venuta in mente è quella successa quest'anno durante il corso di Comunicazione e processi culturali. Il prof a inizio corso dà i titoli dei 4 libri da studiare per l'esame sottolineando che l'esame consiste in una prova scritta e un orale. La prova scritta dice:"è quella più difficile senza il superamento di questa non potrete accedere all'orale". Il panico si diffonde,e cominciano ad arrivarmi all'orecchio strane voci da ragazzi che hanno sostenuto l'esame anni precedenti:"compra i libri originali e alla prova scritta copia". Allibita e anche un pò divertita da tali voci pensavo:"com'è possibile che ad un esame il prof lasci che si copi??" Beh i miei dubbi furono chiariti giusto un mese dopo giorno della prova intercorso. Io avevo comprato i libri originali tutti scritti ovviamente dal prof. e non avendo studiato neanche una riga mi presentai a sostenere la prova, e cosi' come me altri 345 ragazzi. In aula il prof fa passare i fogli con le domande e dice:"...sapete che potete consultare i libri...non mi fate vedere fotocopie però eh." e ridacchia. Ebbene ...tutti cacciano i libri ed è praticamente un copia-incolla. Ma la sorpresa più grande è stata quando due settimane dopo sono usciti i risultati. Io ho preso una B, molte C, e altrettante A. NESSUN BOCCIATO. ma quello che io ancora non mi spiego...visto che TUTTI abbiamo copiato, in base a cosa il prof ha dato i voti?il nome più carino?la matricola più simpatica? Epilogo della storia all'orale presi 27 conoscendo il programma solo per metà.

E voi? Avete avuto esperienze simili?

THE 30elodesenzastudiare STAFF

postato da: 30eLode alle ore 09:59 | Permalink | commenti (18)
categoria:cultura, libri, eco , editore, denaro, inutilità, crittori, arricchire